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20 anni di case in legno: l’esperienza di Studio Ecoarch

Una chiacchierata con l’Arch. Mauro Rivolta per capire come è cambiato il modo di progettare e costruire in legno

Negli ultimi anni, larchitettura in legno si è affermata come una delle risposte più concrete alle esigenze di sostenibilità, efficienza energetica e qualità dellabitare contemporaneo. Ma per alcuni studi di architettura, questa non è una tendenza recente, bensì una scelta progettuale consolidata nel tempo.

Da oltre ventanni, lo Studio Ecoarch lavora in questo ambito, sviluppando un approccio che unisce ricerca sui materiali, attenzione al contesto e utilizzo di tecnologie avanzate. Le case in legno da loro progettate nascono da un equilibrio tra design, prestazioni e benessere, con soluzioni su misura pensate per durare nel tempo.

Per approfondire questo percorso e capire come è cambiato il modo di progettare e costruire in legno, abbiamo deciso di fare una chiacchierata con larchitetto Mauro Rivolta, fondatore dello Studio Ecoarch.

1. Da dove nasce la scelta di specializzarsi nellarchitettura in legno? Quali sono state le principali sfide allinizio?

Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel ‘95, ho seguito un master internazionale sull’architettura bioclimatica tenuto -tra altri docenti europei- dai Proff. Giani Scudo e Alessandro Rogora. Questo percorso mi ha aperto gli occhi su ciò che volevo fare veramente: costruire per le persone in accordo con il clima, la natura, l’ambiente.

L’idea di uno studio di architettura votato all’architettura bio-ecologica è nata  nei primi anni 2000, al termine di un viaggio in Sri Lanka e Australia dove ho potuto apprezzare il lavoro di alcuni degli architetti a me più cari, Glenn Murcutt sopra tutti.

Il corso dell’ANAB poi ha completato la mia formazione sui temi dell’architettura bioecologica. Durante questo periodo di studi post universitari, ho approfondito l’architettura in legno della quale mi sono innamorato per le qualità costruttive e per il contributo alla sostenibilità che è in grado di dare. Le sfida maggiore è stata quella di individuare le aziende in grado di dare il meglio in questo settore, che utilizzassero i materiali naturali migliori, che avessero l’esperienza sufficiente a non commettere errori e che, naturalmente, credessero davvero in quella che a mio avviso è una vera e propria rivoluzione del costruire.

2. Come è cambiata l’architettura in legno in questi vent’anni, sia dal punto di vista tecnologico che progettuale?

Tutto sommato non c’è moltissimo di nuovo, si tratta sempre di sostituire la parte strutturale -che convenzionalmente è in calcestruzzo armato e mattoni- con il legno per completarla con materiali come isolanti, finiture, pavimenti il più possibile naturali. Noi usiamo quasi esclusivamente fibra di legno, canapa e sughero per gli isolanti, calce per gli intonaci, parquet oliato per i pavimenti e tadelakt per i rivestimenti di bagni e cucine.

Forse l’evoluzione più importante è stata quella impiantistica che ha visto negli anni una sempre maggiore efficienza della tecnologia delle pompe di calore, l’introduzione della VMC (ventilazione meccanica controllata) fino alla VMC termodinamica che utilizza l’aria come distribuzione del calore e per il raffrescamento estivo.

3. Quali sono i principali vantaggi di una casa in legno rispetto a una costruzione tradizionale, sia per chi la abita sia per l’ambiente?

La scelta di costruire una casa in legno ben progettata e costruita, avviene soprattutto per  ragioni ecologiche: chi fa questa scelta ha a cuore l’ambiente e vuole dare il proprio contributo a diminuire l’impatto delle proprie scelte sulla natura. Una casa in legno da una qualità della vita che non è paragonabile all’architettura convenzionale, piena di materiali di origine petrolchimica.

Il benessere delle persone è quindi centrale nella costruzione in legno.

Poi ci sono aspetti tecnici altrettanti rilevanti:

  • la maggiore precisione in termini costruttivi. La precisione di un cantiere tradizionale è nell’ordine del centimetro, nella casa in legno è il millimetro perché la maggior parte della costruzione avviene in azienda con macchine a controllo numerico;
  • La maggiore precisione nei costi: tutto è definito fin dall’inizio e quando il cantiere inizia il 99% delle scelte sono già state fatte;
  • La maggiore precisione nei tempi di consegna, che è il frutto dell’attenzione nel processo progettuale e costruttivo.

4. C’è un progetto realizzato dallo studio che ritiene particolarmente rappresentativo?

Siamo affezionati ad ogni nostro lavoro naturalmente, ma se proprio dovessi scegliere forse l’attenzione ricadrebbe su Casa NM.

Ci troviamo in Val Ceresio, un luogo che conserva alcuni luoghi splendidi e ricchi di vegetazione. La casa sorge sul versante con la migliore esposizione, su un terreno in precedenza trasformato da alcuni terrazzamenti.

La casa si presenta come un elemento volumetricamente ben connotato, incastonato nel terreno pendente, caratterizzato dalle superfici murarie bianche e dal legno degli oscuramenti. Un accostamento di materiali che caratterizza le vecchie ville che costituivano il nucleo originale di questo insediamento. La prima scelta è stata quella della quota alla quale impostare la casa: la risposta ce l’ha data questo vecchio tiglio, quasi monumentale, che abbiamo voluto conservare ed è stato un po’ il perno attorno a cui abbiamo mosso il progetto.

La casa appoggia su una platea ricavata in parte nel fianco della collina. Al di sotto di questa abbiamo inserito i posti auto, accessibili dalla strada privata, mentre il percorso pedonale si arrampica verso la quota della casa.

Su questa platea abbiamo posato un parallelepipedo – una forma compatta che è sempre da preferirsi alla nostra latitudine per questioni di natura energetica – che abbiamo poi provveduto a ‘scolpire’ tenendo conto delle ‘pressioni’ interne – di natura distributiva e funzionale – ed esterne, legate all’esposizione e alla vista. Qui ci troviamo in una situazione ideale, in quanto il versante è ben esposto e quindi è risultato naturale disporre tutte le zone di vita verso meridione aprendo ampie vetrate per consentire l’ingresso della luce naturale e del calore invernale. Gli spazi serviti, quindi, stanno a sud, mentre gli spazi serventi si dispongono a nord e sono caratterizzati da aperture più contenute in dimensione. La distribuzione interna, specialmente al piano al suolo, lega longitudinalmente il volume della casa creando viste verso il giardino.

Una loggia a doppia altezza sullo spigolo sud-ovest definisce sia l’ingresso che la continuazione dello spazio del soggiorno verso l’esterno e si lega in maniera particolare con l’albero di tiglio di cui parlavamo prima.

Qui abbiamo anche voluto stabilire un rapporto spaziale complesso con il piano superiore: sulla doppia altezza si affaccia una terrazza collegata al corridoio del piano notte, ed è uno spazio scoperto che per certi versi ricorda un patio sebbene la sua delimitazione rimanga molto permeabile.

L’edificio è una struttura mista in legno: in parte in x-lam (per le pareti perimetrali), in parte a telaio. I solai sono in x-lam e sono in parte sostenuti da strutture metalliche che ci hanno consentito di effettuare questi grandi svuotamenti del volume utilizzando, peraltro, elementi di piccola sezione proprio grazie alla leggerezza della struttura lignea. L’isolamento è in fibra di legno, chiusa esternamente da pannelli in fibrocemento intonacati. L’involucro risulta estremamente prestazionale cosicché le esigenze termiche possono essere soddisfatte solamente da una pompa di calore alimentata dall’impianto fotovoltaico.

Anche Casa MM è piuttosto interessante, soprattutto per le ridotte dimensioni.

Infatti è frutto di un programma semplice e ben definito: la famiglia, 2 genitori e 2 bimbi piccoli, desiderava una casa su unico piano, 3 camere, 2 bagni, soggiorno con cucina.

Il lotto permetteva solo circa 120mq quindi la scelta strategica è stata quella di imprimere una rotazione al volume originario generando una pianta trapezoidale, il cui senso si trova nella volontà di inquadrare meglio il paesaggio lacustre ma anche di permettere l’affaccio al sole del sud di tutte le camere e del soggiorno.

Il percorso di accesso svela progressivamente il semplice volume della costruzione conducendo all’ingresso, situato sul lato settentrionale e indicato da una piattaforma sporgente.

Infine Casa BG è interessante perché, dal punto di vista dell’esposizione, abbiamo dovuto risolvere il tema dell’affaccio a sud non coerente con la vista migliore.

Nella casa Casa BG infatti, la vista è a nord e questo ci ha convinti ad adottare soluzioni bio-climatiche che possano conciliare l’apporto solare (sud) con la vista (ovest e nord).

Per questa ragione, troviamo a sud gli spazi di servizio (ingresso, bagno, cucina, serra bio-climatica) mentre gli ambienti di abitazione (soggiorno, studio, camera) sono posizionati a nord per godere della preziosa vista; tuttavia le ampie porte vetrate della cucina e della serra bio-climatica mitigano l’assenza dell’affaccio diretto a sud del soggiorno. Dal punto di vista compositivo, la casa si compone di 2 volumi ben distinti: quello inferiore è rivestito con legno di larice senza soluzione di continuità ed è una sorta di podio sul quale viene “appoggiato” il volume superiore trattato ad intonaco.

Nello stretto dialogo tra la solidità del volume seminterrato e la leggerezza di quello superiore sta uno dei motivi d’interesse di questo progetto. Le aperture del piano nobile rispondono quindi alle premesse fatte: finestre a nastro per guardare il paesaggio a nord, finestre decisamente più ampie a sud; una grande vetrata verso ovest dove si colloca la loggia-terrazza per ammirare la vista del Monte Rosa.

Le case in legno rappresentano oggi una delle espressioni più avanzate dellarchitettura contemporanea, ma come emerge da questa intervista, il loro valore non risiede solo nelle prestazioni tecniche, bensì nella capacità di migliorare concretamente la qualità dellabitare.

Per Studio Ecoarch, progettare in legno significa costruire un equilibrio tra spazio, materia, energia e vita quotidiana: un approccio che, dopo oltre ventanni di esperienza, continua a evolversi guardando al futuro.

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